Frasi d'artista: Tiziano e altri aforismi legati all'arte dai primi del 500 in poi
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Frasi d’artista: Tiziano e altri aforismi legati all’arte

Ammettiamolo, le grandi frasi ad effetto ci colpiscono sempre; è capitato a tutti di farsi bello tirando fuori dal cilindro una frase di un importante artista spacciandola per nostra. Si rimane sempre impressionati dalla saggezza che i personaggi del mondo dell’arte riescono a tirare fuori grazie alla loro sensibilità nel cogliere eventi o persone che la vita presenta loro. Qui, in particolar modo, vogliamo evidenziare alcune tra le più note citazioni di Tiziano Vecellio (uno degli artisti di punta del XVI secolo) e altri suoi famosi colleghi illustri che attraverso gli aforismi riescono ad imprimere il loro pensiero illuminato.

L’arte secondo Tiziano

Molte delle frasi più celebri di Tiziano sono da estrapolare dalla corrispondenza che ebbe con i contemporanei del suo tempo, tuttavia quella che balza all’attenzione è quella che mette al centro il tema della gratitudine ed è la seguente:

Esiste un proverbio che trovo verissimo essendomi trovato nella medesima circostanza: un gran servizio si suole soddisfare con una grande ingratitudine. Nell’affermazione del pittore di Pieve di Cadore sembra esserci molta amarezza, come se le persone ripagassero la cordialità con totale ingratitudine e probabilmente, dato che è egli stesso a confermarlo, ha provato in prima persona questo brutto torto.

Tuttavia, nei suoi soliti modi di dire, Tiziano non perdeva occasione per esaltare l’arte che amava sopra ogni cosa.

Diceva infatti: L’arte è più potente della natura. Questa non era un’esagerazione, per Tiziano un quadro poteva spostare gli equilibri delle cose, il modo di vedere e di percepire, i colori per lui sono in grado di cambiare e ribaltare la visione stessa del mondo, ecco perché anche la natura poco può con questo modo ispirato di fare arte; la natura fa il mondo e lo plasma continuamente, ma la pittura lo racconta nella sua interezza.

La sua arte al centro di tutto. Amava talmente quello che faceva per vivere che parlava così dei suoi colleghi artisti poco ispirati: Non tutti i pittori hanno un dono per la pittura, infatti molti pittori sono delusi quando incontrano difficoltà nell’arte. Dipingere, fatto sotto pressione da artisti senza il talento necessario, può solo dare origine alla mancanza di forma, poiché la pittura è una professione che richiede la pace della mente. Il pittore deve sempre cercare l’essenza delle cose, rappresentare sempre le caratteristiche e le emozioni essenziali della persona che sta dipingendo.

Leggendo queste parole possiamo immaginare che per Tiziano esisteva una sorta di codice non scritto degli artisti e che il primo punto fosse la devozione per la pittura, non bastava essere bravi a disegnare, quello sanno farlo in molti, bisognava imprimere sulla tela l’anima di chi veniva immortalato.

Talmente era rispettoso dell’arte della pittura, Tiziano si permetteva di dire questo all’amico spagnolo Francesco Vargas: Ho evitato di proposito gli stili di Raffaello e Michelangelo perché ero ambizioso di una distinzione superiore a quella di un imitatore intelligente.

É chiaro il suo proposito, vuole distinguersi da due giganti dell’arte, vuole essere ricordato per il suo stile personale; sarebbe stato sicuramente più comodo andare a riprendere ed imitare le tecniche di Raffaello o Michelangelo, al contrario, Tiziano volle trovare il suo tratto distintivo e col senno di poi possiamo affermare che ci riuscì in piena regola.

Infine, non sarà propriamente un aforisma, ma quello che seguirà è l’estratto di una corrispondenza fra Tiziano e il duca Alfonso di Ferrara datata 1518 dove emerge il lato più umile dell’artista: Signore illustre e mio Signore, ho ricevuto l’altro giorno con la dovuta riverenza la lettera di Vostra Signoria, insieme con la tela e l’inquadratura. Avendo letto e annotato i contenuti, li ho considerati così belli e ingegnosi da non richiedere alcun miglioramento di alcun tipo; e più ci pensavo su e più mi convincevo che la grandezza dell’arte tra gli antichi era dovuta all’assistenza che ricevevano da grandi principi contenti di lasciare ai pittori il merito e la fama che derivano dalla loro ingegnosità nelle immagini d’autore. Posso dunque dubitare che, se Dio mi consente di soddisfare in qualche modo i desideri di Vostra Signoria, avrò tutto il merito del mio lavoro? Eppure, dopo tutto, non ho fatto altro che dare forma a ciò che ha ricevuto il suo spirito, la parte più essenziale. Tanta umiltà, come già detto, mista a reverenza e rispetto nei confronti del duca, ma la parte più interessante della lettera sta forse proprio alla fine, quando Tizano sottolinea che quello che fa un pittore non è altro che dare una forma allo spirito, non soltanto al corpo, e chiude specificando che è proprio lo spirito la parte veramente importante da catturare in un dipinto.

Gli artisti e le loro idee

É chiaro che il mondo degli artisti ci permette di spaziare fra tante belle e significative citazioni; da ogni epoca infatti ci sono state donate frasi che in qualche modo vanno a toccare le corde di chi le riceve, che risuonano quasi come uno stile di vita, un modo di essere, un’idea ben radicata nel pensiero dell’artista di turno e che, inevitabilmente, trascina con sé coloro ai quali è rivolta, perché con la loro semplicità riescono a trovare un largo consenso. Passiamone in rassegna qualcuna che renda meglio il concetto.

Prendiamo Picasso; lui era solito dire: Ogni bambino è un artista. Il problema è come rimanere artisti una volta che si invecchia. Non ricorda molto il pensiero di un certo Pascoli?

Tutti i bambini vedono e sanno stare al mondo da artisti, succede però che si cresce, e forse il giorno in cui si scoprirà come mantenere una mente da fanciullo, allora quel giorno avremo un artista perenne.

E sulla scia di Picasso, anche Matisse fece una riflessione simile: Occorre sapere ancora conservare quella freschezza infantile a contatto con gli oggetti, salvare questa ingenuità.

Evidentemente quello di mantenere in qualche modo una mente il più possibile giovane come può esserlo quella di un bambino, è questione di primaria importanza fra gli artisti; forse la freschezza infantile di cui parla Matisse riguarda la visione del mondo ancora troppo ingenua da parte di un bambino che vede solo il bene e il bello.

E per la serie di tutti coloro che vivono secondo il motto sbagliando si impara, Van Gogh diceva: Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto. In effetti non esiste strada migliore per migliorarsi sempre di più e quella che propone il pittore olandese sarà anche la via più accidentata, ma l’unica veramente efficace.

Un tocco di romanticismo con l’aggiunta di una frecciatina ad un collega. Succedeva anche questo fra artisti. Così si esprimeva Modigliani: Il futuro dell’arte si trova nel viso di una donna… Picasso, come si fa l’amore con un cubo? Fra i due non vi era particolare simpatia e gli stili di pittura, così come i gusti artistici, erano molto differenti e, come abbiamo visto, il pittore italiano non le mandava a dire.

Altrettanto ispirata sembra essere una citazione di Magritte: Ciò che bisogna dipingere è dato dall’ispirazione, che è l’evento in cui il pensiero è la somiglianza stessa. Qui Magritte sembra volerci dire che un dipinto nasce prima come un pensiero, un’idea nella mente del pittore che successivamente la imprime sulla tela.

Concedeteci di chiudere con una citazione che vale anche da caldo consiglio e che ci arriva direttamente da Frida Kahlo: Scegli una persona che ti guardi come se fosse una magia.


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