Itinerari 2018-04-11T13:22:02+00:00
I percorsi d’arte che affiancano la mostra hanno come obiettivo quello di offrire al visitatore un panorama ampio ed esaustivo del secolo d’oro della pittura bresciana, il Cinquecento, che vide gli artisti locali instaurare un dialogo con Venezia ma anche perseguire ricerche autonome, soprattutto in chiave naturalistica.
La possibilità di visitare – in coincidenza con la mostra – chiese e collezioni della città e del territorio, consentirà di approfondire la conoscenza dei grandi maestri bresciani – Moretto, Romanino e Savoldo – e di quei comprimari che, al loro fianco, contribuirono a definire la fisionomia del Cinquecento bresciano e della sua scuola, nota e apprezzata in tutto il mondo.
L’offerta sarà presentata attraverso materiali a stampa e risorse internet; gli edifici coinvolti saranno contrassegnati da totem esplicativi e i percorsi saranno arricchiti attraverso l’offerta di visite guidate e laboratori didattici.

Il percorso prende avvio dalla Collegiata dei Santi Nazaro e Celso dove i visitatori potranno ammirare il Polittico Averoldi di Tiziano, opera intorno alla quale ruota il discorso critico della mostra, ma anche altre opere di Moretto come l’Incoronazione della Vergine e santi, esempio straordinario della ricezione della pittura dell’artista cadorino da parte del maestro bresciano.

La seconda tappa è costituita dal Museo Diocesano dove sono custodite, oltre che diverse opere di Moretto e Romanino, tre piccole tavole appartenenti alla perduta ancora della pala dipinta da Moretto per San Nazaro, raffiguranti l’Annunciazione e l’Adorazione dei pastori.

Infine, avvicinandosi alla Pinacoteca Tosio Martinengo, il Santuario di sant’Angela Merici custodisce opere di artisti veneziani di secondo Cinquecento, tra cui Bassano e Jacopo Tintoretto che lascia un’interessante Trasfigurazione nella quale la cultura lagunare del primo Rinascimento si allinea al’enfasi recitativa tipica del Manierismo.

Questo secondo percorso prevede una visita più articolata alle opere del centro cittadino. Partendo dalla Pinacoteca Tosio Martinengo, si prosegue per il Santuario di Sant’Angela Merici e poi per San Nazaro, si giunge poi a San Francesco, dove è custodita la pala di Romanino raffigurante la Madonna con il Bambino e santi, che documenta il momento del passaggio, nello stile dell’artista, dalla iniziale ricezione della cultura veneziana alla personale interpretazione in senso anticlassico.

Si prosegue poi per San Giovanni Evangelista, tempio del Rinascimento bresciano, con la presenza di opere che testimoniano tutto il percorso artistico di Moretto e Romanino e culminano nella Cappella del Sacramento, dove i due artisti mostrano, in un ciclo di livello straordinario, la loro interpretazione dei temi e delle forme dell’arte del Rinascimento.

Dopo la tappa al Museo Diocesano, è prevista la visita al Duomo Nuovo, dove sono custodite le ante d’organo di Girolamo Romanino raffiguranti Storie della Vergine, dipinte nella maturità dell’artista, con una monumentalità e una forza cromatica che egli tradurrà nei grandi cicli freschivi della Valle Camonica.

In Duomo Vecchio, poi, sarà possibile raffrontare, ancora una volta, Moretto e Romanino nella fase estrema della loro attività, con le tele della distrutta cappella del Sacramento di San Pietro de Dom, ma anche ammirare la bellissima Assunzione della Vergine di Moretto, giovanile meditazione sulla tela di identico soggetto di Tiziano per la chiesa dei Frari a Venezia.

Il percorso prosegue con la chiesa di San Clemente, tempio dell’arte di Moretto, rappresentato soprattutto nella fase matura e finale della sua carriera: la pala dell’altare maggiore, raffigurante la Vergine con il Bambino e santi, mostra l’avvenuto aggiornamento stilistico in senso manierista, fortemente influenzato dalla cultura emiliana e correggesca.

L’ultima tappa è in Santa Maria in Calchera, dove Moretto lascia uno dei suoi capolavori assoluti: la Cena in casa del fariseo, stupendo esempio della pittura del maestro, delicato nella costruzione, nella resa dei particolari e nella conduzione della luce.

Il terzo percorso prende il via dalla chiesa di Santa Maria della Neve di Pisogne, nella quale Romanino mette in scena una vera e propria regia drammatica che attraversa le pareti e le volte della chiesa, facendo dialogare gli episodi della passione di Cristo con le figure possenti di profeti e sibille che popolano il soffitto.

A Lovere, nella chiesa di Santa Maria in Valvendra, sarà possibile ammirare le ante d’organo dipinte da Floriano Ferramola e Moretto per Santa Maria de Dom: celeberrime le figure dei santi Faustino e Giovita a Cavallo, dipinte dal giovanissimo Moretto, che guardano alla cultura veneziana e tizianesca con occhio già maturo e consapevole.

Nella pinacoteca dell’Accademia Tadini sono poi custoditi un nucleo di dipinti veneti di secondo Quattrocento, e soprattutto la bellissima Sacra conversazione di Paris Bordon, intrisa di tizianismo e di cromatismi pienamente lagunari.

A Borno, nella chiesa di Santa Maria Annunciata, prosegue l’itinerario romaniniano: le Scene della vita della Vergine, dipinte nel presbiterio, coniugano la velocità del racconto con un apparato architettonico assai raro in Romanino, dando alle composizioni e alle figure una solennità che riecheggia quella delle ante d’organo oggi nel Duomo Nuovo di Brescia.

L’itinerario si conclude a Breno, sempre sulle tracce di Romanino, che nella chiesa di Sant’Antonio lascia un ciclo di affreschi con Storie dell’Antico Testamento, purtroppo molto rovinate ma caratterizzate da uno stile veloce e dialettale, capace di esprimere e concentrare il pathos della scena.

Ancora a Romanino è dedicata l’ultima tappa presso il CaMus di Breno, che conserva la suggestiva tela raffigurante il Crocifisso e la Maddalena, dalla rara forza espressiva.

Il percorso prevede la visita a Montichiari e ad Asola. Nel Duomo di Montichiari si conserva l’Ultima Cena di Romanino, straordinario esempio della ricezione da parte del bresciano dei modi e delle ricerche sulla luce del mondo nordico. Presso il Museo Lechi, inoltre, si può ammirare il Ritratto di giovane, anch’esso di Moretto, esempio caratteristico della ritrattistica raffinata e solenne del maestro bresciano, che influenzerà la prima produzione ritrattistica di Giovan Battista Moroni.

Ad Asola, nella Cattedrale, si possono invece ammirare le tele di Moretto, purtroppo molto ammalorate, con figure di santi e il monumentale complesso dell’organo e del pulpito, dipinti da Romanino con figure di profeti, sibille e apostoli. Straordinaria nella concezione e nell’esecuzione è anche la decorazione lignea, realizzata dal bresciano Clemente Zamara.

Scarica gli itinerari
Scopri le opere rinascimentali nelle chiese di Brescia
error: