Il Ritratto del Cinquecento e l’influenza di Tiziano

L’arte di Tiziano e dei Maestri della  pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia è protagonista al Museo Santa Giulia di Brescia fino al 1° luglio. Un’occasione imperdibile per scoprire questo straordinario artista, e approfondire la sua influenza sui contemporanei.

Chi è Tiziano?

Tiziano è uno dei più grandi artisti del Rinascimento, uno dei pittori più influenti della sua epoca. Fondamentale per la sua formazione artistica fu l’esperienza veneziana, che lo vide avvicinarsi all’esempio di Giorgione: un’ispirazione particolarmente evidente nella “Venere di Urbino”, con la quale il Cadorino firma una delle “veneri” più sensuali della storia dell’arte.

La sua fama di pittore crebbe di pari passo con le importanti committenze, tra le quali spiccano quelle di Carlo V.  Allo stesso modo l’esempio di Tiziano andò a influenzare sempre di più gli artisti coevi.

Il tocco di Tiziano nei Ritratti

Intorno agli anni ’20 del ‘500 si concentra sul genere del ritratto, con il quale toccherà i vertici della sua arte. Tiziano abbandona l’idea ritrattistica del ‘400 per dare avvio ad una nuova fase, caratterizzata da un approccio più incentrato sul personaggio, che ne evidenzia l’aspetto sociale o politico attraverso il “ritratto di stato”.

In mostra al Museo Santa Giulia spiccano alcuni magnifici esempi di questi ritratti, come il Ritratto di Gian Giacomo Bartolotti da Parma e il Ritratto di Tommaso Mosti”, caratterizzate dalla grande qualità pittorica e dalla preziosità degli accordi cromatici.

Tiziano Vecellio, c.1515-1520 Ritratto di Gian Giacomo Bartolotti da Parma
Vienna, Kunsthistorisches Museum

Non solo Tiziano

L’incontro tra Tiziano e i pittori bresciani rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della pittura del Cinquecento in Italia: da una parte c’è il più grande  colorista del Rinascimento, dall’altra una tradizione artistica, quella di Savoldo, Romanino, Moretto, capace di conquistarsi il primato sul fronte degli studi luministici e delle ricerche naturalistiche.

Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, c.1520
Budapest, Museo di Belle Arti, inv.90, olio su tela, cm 73,7 x 56.

Un dialogo centrale nella mostra, che emerge nei ritratti della scuola bresciana, ispirati dall’esempio di Tiziano: il Ritratto virile di Girolamo Romanino, il Ritratto di donna in veste di Santa Margherita di  Savoldo e il Ritratto di uomo di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto.

Appuntamento al Museo Santa Giulia fino al 1° luglio.

 

2018-06-26T19:30:37+00:00
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