Palazzo della Loggia: tra i Tiziano perduti e i progetti di Palladio

Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia: questo il titolo dell’imperdibile mostra in corso al Museo di Santa Giulia fino al 1 luglio. Un progetto espositivo che celebra la figura di uno dei più grandi maestri della pittura italiana e l’eco della sua opera nel contesto artistico bresciano… passando anche per la storia di un autentico simbolo della città: Palazzo della Loggia.

Un programma di aggiornamento per la Loggia

Tra le 6 sezioni in cui la mostra si divide, una è dedicata infatti all’importante commissione ricevuta da Tiziano dal Comune di Brescia: la realizzazione di tre tele per la sala delle Assemblee del Palazzo della Loggia.
Un incarico di prestigio, volto alla decorazione e ai progetti di ampliamento dell’edificio, ma anche, e soprattutto, ad una riforma delle arti visive. Un rinnovamento per il quale si era deciso di affidarsi a maestranze non locali, coinvolgendo anche  Jacopo Sansovino e Andrea Palladio.

Le Tre Allegorie di Brescia: prede «delle voraci fiamme»

Secondo quanto riportato negli Avvertimenti generali inviati al pittore, i temi delle tele avrebbero dovuto individuarsi con l’Apoteosi di Brescia circondata da Minerva e Marte nel quadro di mezzo, mentre a oriente e a occidente con la Fucina di Vulcano (Allegoria di Brescia armiera) e Cerere e Bacco.

La fucina di Vulcano (Allegoria di Brescia armiera), copia di una delle tele distrutte di Tiziano Vecellio, 1572 Brescia, Musei Civici

Tre capolavori destinati alla volta del salone, da accogliersi nelle finte architetture dipinte dai fratelli Rosa, che con le loro eccezionali dimensioni avrebbero sicuramente suscitato un certo effetto. Ma una disavventura colpì gli interni e la volta del Palazzo: un devastante incendio scoppiato nel gennaio del 1575 divorò ogni cosa.

Il contributo di Palladio

Il richiamo del cantiere della Loggia all’interno della mostra offre anche l’occasione per ammirare tre progetti di paternità palladiana, che testimoniano il coinvolgimento dell’architetto in questa fabbrica di rinnovamento. Il primo dei disegni esposti mostra delle “prime idee” realizzate verso la metà del secolo in occasione della ripresa dei lavori dopo un’interruzione durata decenni. Gli altri due fogli, invece, si offrono come contributi dell’architetto alla tempestiva ricostruzione del palazzo dopo il disastroso incendio del 1575.

Nonostante l’irrimediabile perdita delle opere tizianesche, il coinvolgimento del Palladio ha sicuramente contribuito a tramandare fino ad oggi l’impronta veneta di Brescia. Un dialogo, quello fra le due città, assolutamente da non perdere: al Museo di Santa Giulia fino al al 1 luglio.

2018-06-19T20:13:49+00:00
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