Romanino come Tiziano: anche il maestro bresciano in mostra al Museo Santa Giulia

Girolamo Romanino rivive a Brescia: molte sue opere sono presenti all’interno della mostra “Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia”, che anima il Museo Santa Giulia fino al 1° Luglio 2018.

Romanino e Brescia: il maestro rivive nella sua città natale

Sono diversi i percorsi di visita proposti in città, che indagano la presenza del maestro sul territorio di Brescia e sulla sua provincia. Romanino, che a Brescia nasce e si forma come pittore, ha infatti prestato la sua opera nella realizzazione di splendidi esempi di pittura di inizio Cinquecento, che si possono ammirare in alcuni luoghi sacri della città, come la chiesa di San Francesco D’Assisi, San Giovanni Evangelista o il Duomo Nuovo, solo per citarne alcuni.

Due percorsi di riscoperta del genio di Romanino ci accompagnano fuori Brescia, in Sebino, nella Valle Camonica e nelle Terre della Bassa, in alcune delle cui chiese si possono ammirare esempi unici dello stile del pittore Cinquecentesco, che si contraddistingue per una forte influenza tizianiana alla quale però aggiunge l’acidità della pittura nordica.

L’esempio di Tiziano e l’influenza danubiana

Indubbia è l’importanza dell’opera di Tiziano per lo stile pittorico di Romanino: ciò si osserva chiaramente nella maggior parte delle sue opere ma trova massimo esempio nella tavola Venere e Cupido, presente in mostra, datata 1517 e considerata vertice del tizianismo di Romanino.

mostra tiziano brescia

Questo splendido olio su tela, però, offre anche lo spunto per un’ulteriore riflessione: la componente che più contraddistingue le opere di Romanino, e le distacca fortemente da quelle degli artisti a lui coetanei, è l’esplicito riferimento al repertorio nordico e alla scuola danubiana riconducibile a Dürer, evidente soprattutto in alcune scelte cromatiche scure e acide e nel riferimento ad un immaginario più aspro e graffiante, elementi, questi, che conferiscono ai personaggi di Romanino espressioni più tese e pensierose, quando non scontrose.

È stata proprio la chiara influenza nordica dell’opera di Romanino, lontana dalle “belle” di Tiziano, ma piuttosto più vicina alle eroine delle stampe di Lucas Cranach e Albrecht Dürer, a fugare ogni dubbio circa l’attribuzione, anche in tempi recenti, di molte delle sue opere, in precedenza erroneamente attribuite ad altri artisti a lui contemporanei come il Moretto o Lorenzo Lotto.

Le opere di Girolamo Romanino, insieme a quelle di Moretto, Savoldo, Lorenzo Lotto e altri, dialogano, tra affinità e differenze artistiche, con il genio di Tiziano, in mostra al Museo Santa Giulia di Brescia fino al 1° Luglio.

2018-06-13T23:27:10+00:00
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