Il Maestro del colore che segnò il destino degli artisti del suo tempo

La grande mostra “Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia”, in corso al Museo Santa Giulia fino al 1° luglio 2018, valorizza i capolavori cinquecenteschi del cadorino Tiziano Vecellio, conosciuto semplicemente come Tiziano…  sottolineando l’eco e l’influenza che le sue opere hanno suscitato presso gli artisti bresciani del tempo.

Se Tiziano infatti è riconosciuto come uno dei grandi maestri della pittura antica, il merito è anche delle imprese bresciane del “Polittico” (1520-1522) realizzato per il vescovo Averoldi e delle tre tele con le “Allegorie di Brescia”, tristemente andate distrutte in un incendio.

Il Maestro innovatore

Il Maestro innovatore, studioso della tradizione veneta legata alla stesura del colore come unicum tra ambiente e soggetto, senza quindi ricorrere al chiaroscuro nemmeno per la resa di profondità, è stato fonte e ispirazione per la formazione di artisti suoi contemporanei bresciani  come Romanino, Moretto e Savoldo;  quest’ultimo conosciuto in quel di Venezia, dopo il trasferimento dell’allora 35enne Tiziano.

Giovan Girolamo Savoldo, c. 1535-1540
Washington, National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection, 1961.9.86, olio su tavola, cm 84,5×119,7

Per questo motivo è possibile notare congruenze stilistiche, per simili tipologie rappresentative tra la Brescia e la Venezia del ‘500, in relazione soprattutto ai dipinti di devozione privata. Quello che esce dalla resa pittorica del Tiziano, fusione tra soggetti e paesaggi “semplicemente” con strati di pittura sovrapposti, è la sua rivoluzione che da Venezia è arrivata a Brescia, imponendosi sulla scena artistica del tempo.

Viaggio al centro della bellezza

La mostra ripercorre, con 6 aree tematiche e percorsi anche nei luoghi della città (tra i quali la Pinacoteca Tosio Martinengo recentemente riaperta e la Collegiata dei Santi Nazario e Celso, in cui è esposto il Polittico e l’opera del Moretto “L’Incoronazione della Vergine e santi”) l’influenza dell’artista sugli sviluppi della pittura bresciana, partita dalle sue ricerche sul colore e come queste hanno arricchito un vivo clima culturale di attiva ricezione e conseguente stimolo creativo.  Accanto a questo, viene dato spazio anche ai motivi pittorici post-tizianei dei manieristi veneziani Paolo Veronese e Francesco Bassano..

In definitiva la mostra curata da Francesco Frangi, con oltre cinquanta opere provenienti da musei nazionali e internazionali, rappresenta un imperdibile viaggio nel cuore dell’arte di Tiziano e del suo tempo. Pronto a partire?

2018-06-01T18:44:35+00:00
error: