L’arte di Tiziano e dei maestri del Cinquecento rivive a Brescia in una mostra imperdibile

Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia: è questo è il tema della grande mostra della primavera, che omaggerà il grande pittore veneto e ripercorrerà la sua eco sui pittori bresciani coevi. Da Girolamo Romanino a Moretto a Girolamo Savoldo. Un appuntamento da non perdere, dal 21 marzo al 1 luglio al Museo di Santa Giulia di Brescia.

Tiziano e Brescia

Il progetto espositivo prende le mosse proprio dalle due fondamentali imprese bresciane di Tiziano: il polittico realizzato per il vescovo Altobello Averoldi tra il 1520 e il 1522 nella collegiata dei Santi Nazaro e Celso, e le tre tele con le Allegorie di Brescia, realizzate molti anni dopo, negli anni sessanta del Cinquecento, per il salone della Loggia, andate poi distrutte durante l’incendio del 1575.

Opere che hanno profondamente ispirato gli sviluppi di altri artisti: il Polittico Averoldi, infatti, rappresenta un autentico spartiacque nella storia della pittura bresciana del Cinquecento, che al suo arrivo in città provocò reazioni a catena negli esponenti più ricettivi dell’arte locale. Sulle orme di Tiziano si compie la formazione di Romanino e di Moretto, e la famigliarità degli artisti bresciani con Tiziano e con l’ambiente veneziano si manifesta costantemente nella condivisione di simili tipologie di rappresentazione, soprattutto nei dipinti per la devozione privata.

50 capolavori da tutto il mondo…

Questo percorso di influenze e di ispirazione rivive attraverso i cinquanta capolavori che il curatore Francesco Frangi ha ha selezionato dalle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, e che ammireremo fino al 1 luglio al Museo di Santa Giulia. Il progetto si completa con un articolato itinerario di visita che comprende la Collegiata dei Santi Nazaro e Celso (dove è tutt’ora conservato il Polittico Averoldi), il Santuario di Sant’Angela Merici e numerose altre chiese a Brescia e nel territorio della provincia.

Alla mostra è strettamente collegata la riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo, finalmente nella sua sede storica di Piazza Moretto, dopo 9 anni di chiusura, nelle cui collezioni sono presenti alcuni straordinari esempi della cultura artistica di Brescia e Venezia nel Cinquecento. La connessione tra i due eventi è resa ancor più significativa dalla scelta di istituire un unico biglietto di ingresso per la visita della mostra, della Pinacoteca Tosio Martinengo e del Museo Diocesano.

Un motivo in più per non mancare a Brescia, dal 21 marzo al 1 luglio.

 

2018-04-11T13:47:10+00:00
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